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Sempre generosa la Patata del Quartiere del Piave

Procede bene la raccolta della Patata del Quartiere del Piave, in provincia di Treviso. Un prodotto di nicchia, tipico della zona, le cui virtù le sono trasmesse dai terreni chiamati “ferretti”, rossi, ricchi di ferro e di potassio, ghiaiosi e senza ristagni. Si prevede  una raccolta piuttosto magra, in compenso tengono bene le quotazioni, grazie alla qualità che si presenta al top. La stagione potrebbe chiudersi con una raccolta vicina ai 30 mila quintali. Meno 20 per cento circa rispetto alla media annuale.  La raccolta, cominciata a fine luglio, terminerà con i primi di settembre. “La nostra patata, sottolinea Luciano Giotto, di Moriago della Battaglia, socio di OPO Veneto, storico coltivatore,  quest’anno è stata penalizzata da un duplice eccesso: prima di acqua e poi di caldo. La patata, purtroppo, non sopporta le temperature elevate, che superano decisamente la media. C’è quindi una resa limitata e tanto scarto. Buona però la qualità, i prezzi sono in crescita e c’è una forte richiesta”. Se ne è avuta ampia conferma nella festa che in onore dello storico tubero è organizzata tutti gli anni a Moriago della Battaglia, nell’incantevole spazio dell’ “Isola dei morti”, sulla sponda sinistra del fiume Piave, che ricorda tragici eventi della Prima guerra mondiale. Splendida la partecipazione e la possibilità di degustare la patata rossa “dei ferretti” tipico prodotto del territorio esaltato per la sua distintività culturale oltre che colturale. La patata del Quartiere del Piave ha un mercato soprattutto locale e veneto, ma è presente anche su altre piazze “elitarie”. La tratta in particolare OPO Veneto, organizzazione dei produttori ortofrutticoli,  come eccellenza di un incantevole territorio, posto tra il fiume Piave e le magiche colline del Prosecco superiore recentemente divenute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Le varietà più coltivate sono Monnalisa, Cicero e  Spunta.  Sta perdendo terreno, invece la “Cornetta del Piave” , una patata  “esclusiva” dell’agricoltura del luogo,  di piccola pezzatura e di forma cilindrica, con un diametro massimo attorno ai 3 centimetri.   Pasta compatta. Un tempo molto diffusa, piantata in mini  fazzoletti di terra, oggi è sostituita con varietà più generose e più redditizie. Resta un prodotto proprio per amatori, per chi cerca cose diverse e sfiziose. La Cornetta è cotta prevalentemente in tegame al forno o fritta.
Angelo Squizzato

Luciano Giotto, Moriago della Battaglia (TV), socio OPO Veneto.

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