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La Regione Veneto, prima in Italia, presenta un progetto per valorizzare la sua frutta e verdura

L'obiettivo è ambizioso e concreto: valorizzare la verdura e la frutta prodotte nel Veneto, puntando sulle loro componenti salutistiche e sulle tecniche produttive.

Un ortaggio e un frutto fanno bene per i loro valori nutrizionali, quando sono prodotti con buone pratiche agricole. Si tratta di “produrre bene cibi che fanno bene”. A questo mira il Progetto che la Regione Veneto, prima in Italia ad investire per informare e dare valore alle produzioni coltivate nel suo territorio, ha fatto per la “caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”.

A Chioggia (Venezia), nel Mercato ortofrutticolo di Brondolo, Alberto Zannol, Dipartimento Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Veneto, ha introdotto la prima di una serie di presentazioni che sono state programmate per far conoscere e divulgare l'iniziativa. Seguiranno incontri a Lusia, Rovigo (mercoledì 15 luglio, alle 21, nel Mercato Ortofrutticolo), a Zero Branco, Treviso (lunedì 20 luglio, alle 20, nella sede di OPO Veneto), a Verona (mercoledì 22 luglio), quindi nell'Alto Vicentino e nel Bellunese. Michele Giannini, Settore centri sperimentali di Veneto Agricoltura, ha illustrato gli aspetti fortemente innovativi del progetto riguardanti le pratiche agricole sostenibili e il valore dei prodotti.

L'attenzione è incentrata, in particolare, sulle possibilità di una ortofrutticoltura sostenibile, attenta alla biodiversità. Nicola Tormen ha spiegato la metodologia specifica adottata dalla WBA (World Biodiversity Association) per caratterizzare la biodiversità dell'ambiente agrario veneto. C'è una forte relazione tra ambiente e prodotto.

Un cibo veramente sano non può arrivare che da un ambiente sano. Da qui la necessità di una massima attenzione per mantenere vivo, fertile e salubre l'agrosistema dove sono coltivati ortaggi e frutta. Con questo progetto si mira dunque a mettere a fuoco e far conoscere la qualità nutrizionale dei prodotti, la qualità dell'ambiente e la caratterizzazione e valorizzazione dei prodotti.

Sono stati esposti gli atti e le proposte, attraverso i quali si sviluppa il progetto della Regione Veneto e sono stati commentati i primi risultati. Nell'operazione sono coinvolti diversi soggetti del mondo ortofrutticolo veneto, a partire dai Consorzi di tutela e le Organizzazioni di produttori. Hanno partecipato all'incontro di Chioggia il direttore di OPO Veneto Francesco Arrigoni e diversi funzionari dell'Organizzazione di produttori che ha sede centrale a Zero Branco, in provincia di Treviso, la quale da anni promuove la cultura di produzioni sane da crescere in ambiente sano.

E' significativo che alcune aziende socie siano state tra le prime a sposare la causa della biodiversità. Il progetto della Regione Veneto, che si rivolge ai produttori e a quanti si occupano a vario titolo di ortofrutta, dedica un “capitolo” alla comunicazione. E' prevista quindi una campagna di informazione rivolta alle diverse tipologie di operatori e ai consumatori.

Si mira, in particolare, a coinvolgere i responsabili acquisti della Gdo (Grande distribuzione organizzata, supermercati ed ipermercati) e sono in programma, giusto per citare alcune azioni importanti, incontri di formazione con gli imprenditori ortofrutticoli, proposte didattiche riservate alle scuole, la partecipazioni a fiere ed eventi del settore, analisi scientifiche su prodotti e ambiente. “Progetto molto interessante e innovativo dal quale ci si attende molto: ci sono tutte le premesse per un buon lavoro”: sintetizziamo con queste parole il commento sul Progetto di Francesco Arrigoni, le quali evidenziano il valore della collaborazione delle Università di Padova e di Verona e della WBA.

Angelo Squizzato

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