Prev Next

Per le patate primaticce di Chioggia una eccellente stagione: tante, belle e sane

E' cominciata bene a Chioggia la raccolta delle patate primaticce: una produzione eccellente; tuberi belli, sani e abbondanti. Le previsioni dicono che quest'anno si potrebbero superare abbondantemente i 10 mila quintali perché c'è stato un aumento delle superfici coltivate e si ha una migliore resa. Per i “marinanti”, così sono chiamati gli ortolani di Chioggia, la produzione di patate primaticce rientra nella vocazionalità del territorio. Tale produzione “tipica” si affianca a quella del radicchio che non sempre evidenzia una adeguata redditività. Per ora le quotazioni si mantengono dentro un equilibrato rapporto di qualità e di prezzo. C'è qualche timore per la loro tenuta proprio a causa della notevole disponibilità di prodotto. Qualche segnale in questa direzione non manca. Il mercato, sottolineano a OPO Veneto, le sta accogliendo bene; c'è una discreta richiesta, anche perché rappresentano l'immagine di un ortaggio fresco e di stagione, la cui versatilità in cucina è particolarmente apprezzata. Francesco Arrigoni, direttore di OPO Veneto: “Le primaticce di Chioggia restano comunque un prodotto di nicchia, espressione di un territorio dove sono storicamente coltivate e proprio per questo sono apprezzate ed acquistate. Una patata quasi da amatori, da promuovere e valorizzare in attesa delle grandi produzioni venete e italiane che ormai sono prossime”. Le primaticce di Chioggia,  dono dei fertili terreni  che si affacciano sul mare, leggeri, soffici, sabbiosi,  sono le prime patate che si raccolgono nel Veneto. Oggi se ne coltivano di diverse varietà, tra le quali la Liseta e la Primura. La varietà storicamente  più legata al territorio è “Patata bea de ciosa”, la bella di Chioggia, una classica primaticcia, la cui produzione oggi è poco più che amatoriale. E' bella, gustosa, con la buccia liscia e sottile; è però delicata e di scarsa serbevolezza. La pianta, inoltre è sensibile alle malattie ed ha una resa ritenuta medio bassa.
Angelo Squizzato

 

Condividi su

Nessun commento ancora

Lascia un commento